In Breve
- Qual è l'aliquota Irpef proposta per il 2027?
- Il governo propone di estendere l'aliquota Irpef al 33% fino a 55.000 euro.
- Qual è l'impatto stimato di questa misura?
- L'impatto sui conti pubblici è stimato in circa 3,5 miliardi di euro.
- Ci sono altre misure in discussione?
- Sì, si stanno valutando misure di sostegno per famiglie e imprese, inclusi finanziamenti per la sanità.
Il governo italiano sta considerando un’importante modifica all’aliquota Irpef, proponendo di estenderla al 33% fino a una soglia di 55.000 euro nella legge di Bilancio 2027. L’obiettivo finale è quello di portare questa soglia a 60.000 euro entro il 2028. Questa misura, se attuata, avrà un impatto significativo sui conti pubblici, stimato intorno ai 3,5 miliardi di euro, e potrebbe interessare circa 3 milioni di contribuenti.
Tuttavia, l’implementazione di questa misura dipenderà dal negoziato con Bruxelles riguardo alla flessibilità di bilancio. Attualmente, non è stata fissata una data per la presentazione del disegno di legge, il che lascia aperte molte questioni sul futuro della manovra.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, insieme al ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, è impegnata a bilanciare le promesse fatte con le risorse disponibili. Oltre all’aliquota Irpef, il governo sta valutando anche altre misure di sostegno per famiglie e imprese, in particolare per contrastare l’aumento dei costi energetici. Tra le proposte in discussione ci sono nuovi finanziamenti per il settore sanitario e agevolazioni destinate ai giovani.
Una delle misure più innovative è l’introduzione di un’imposta ad aliquota unica del 5% per incentivare gli aumenti salariali per i lavoratori under 35. Inoltre, si stanno studiando opzioni per una fascia di esenzione fiscale e provvedimenti per facilitare l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro, oltre a sostenere le famiglie che desiderano formarsi.
Il vicepremier Antonio Tajani ha definito l’estensione dell’aliquota Irpef «un’ipotesi concreta», sostenendo l’idea di ampliare la platea dei contribuenti, mentre ha escluso un nuovo coinvolgimento del settore petrolifero, affermando che «i petrolieri hanno già fatto la loro parte sul prezzo del petrolio».
Inoltre, è in fase di valutazione un possibile contributo di 5 miliardi da parte del settore finanziario. Tuttavia, l’Associazione bancaria italiana ha espresso preoccupazioni in merito. Il presidente Antonio Patuelli ha richiamato i principi del diritto latino, chiedendosi se i patti debbano essere rispettati.
Secondo i dati forniti dall’Istat, per il 2025 è previsto un deficit del 3,1% del Pil e un rapporto debito/Pil del 136,7%. Giorgetti ha descritto la fase di lavoro come intensa, sottolineando che il bilancio non può risolvere tutte le problematiche del Paese e ha richiamato l’importanza di uno sforzo congiunto tra istituzioni, imprese e parti sociali per affrontare le sfide legate alla trasformazione demografica e all’impatto della tecnologia su una forza lavoro sempre più anziana.
Infine, il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha confermato l’intenzione di mantenere l’esenzione Irpef per il settore agricolo nella prossima legge finanziaria.
