In Breve
- Qual è la situazione attuale a Ceuta riguardo ai migranti?
- Oltre 72.000 migranti sono entrati illegalmente a Ceuta, con 70.000 già rientrati in Marocco.
- Quali misure stanno considerando i ministri dell'Interno dell'UE?
- Si stanno considerando rimpatri potenziati, controllo delle frontiere e partenariati con Paesi terzi.
- Cosa ha affermato il ministro dell'Interno italiano?
- Ha sottolineato la necessità di coerenza tra cooperazione economica e politiche di sicurezza e migrazione.
Nella recente videoconferenza dedicata alla crisi migratoria a Ceuta, i ministri dell’Interno dell’Unione Europea hanno convenuto sull’urgenza di intensificare le azioni contro le reti di trafficanti e di potenziare i rimpatri. Con oltre 72.000 migranti entrati illegalmente dall’inizio della crisi, di cui 70.000 sono già rientrati in Marocco, la situazione ha sollevato preoccupazioni significative. Le autorità locali hanno confermato 75 vittime accertate, con fonti che parlano di un numero potenziale di 88 corpi recuperati, inclusi 11 dichiarati dal Marocco.
Tra le misure discusse, spiccano l’adozione di una forte condizionalità verso i Paesi terzi che rifiutano la riammissione dei propri cittadini e la preparazione di un nuovo mandato per Frontex, l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, da attuare dopo la pausa estiva. Inoltre, si è parlato di rafforzare il supporto sul campo e in Paesi terzi, nonché di creare infrastrutture fisiche nei punti critici. Sei Stati membri stanno collaborando con Paesi terzi per sviluppare hub per i rimpatri, mentre il progetto bilaterale tra Italia e Albania è stato distinto da queste iniziative collettive.
È emerso anche il concetto di “Paese terzo sicuro” per gestire le procedure d’asilo al di fuori dell’Unione Europea, accompagnato da una proposta di regime di sanzioni globale contro i trafficanti di migranti. Sul piano politico, il ministro dell’Interno italiano ha sottolineato l’importanza di mantenere coerenza tra cooperazione economica e politiche di sicurezza e migrazione, richiamando l’attenzione su strumenti come il nuovo Regolamento sul Sistema delle Preferenze Generalizzate, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2027.
Il commissario UE agli Affari interni ha dichiarato che la situazione sul terreno è sotto controllo e che l’area Schengen non è stata colpita, sebbene ci sia la necessità di valutare eventuali reintroduzioni temporanee dei controlli di frontiera, in conformità con il nuovo codice Schengen. Ha inoltre evidenziato la priorità di implementare sistemi di allerta precoce e di combattere la disinformazione in collaborazione con Europol.
Il ministro dell’Interno spagnolo ha ribadito lo status speciale di Ceuta all’interno dello spazio Schengen, affermando che nessuno ha lasciato l’exclave senza controlli documentali, e ha definito sproporzionata la decisione italiana di ripristinare controlli interni. La Danimarca ha espresso un giudizio positivo sulla risposta spagnola, sottolineando l’importanza del controllo delle frontiere europee.
