Economia circolare

Anie Confindustria: Necessaria Continuità negli Investimenti dopo il Pnrr

Assemblea Anie Confindustria a Milano

In Breve

Qual è il principale timore dell'industria dopo il Pnrr?
Il timore è che la conclusione del Pnrr lasci un vuoto nella domanda e nelle risorse per gli investimenti.
Quali settori hanno beneficiato maggiormente del Pnrr?
I settori di energia, edilizia, industria, infrastrutture e trasporti hanno ricevuto il 63% dei finanziamenti del Pnrr.
Qual è la posizione di Anie riguardo al futuro degli investimenti?
Anie chiede continuità negli investimenti per non disperdere gli effetti positivi attivati dal Pnrr.

Il 22 settembre 2026, l’assemblea pubblica di Anie Confindustria si è tenuta a Milano, portando alla luce le preoccupazioni per il futuro del settore industriale italiano alla luce della conclusione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Vincenzo de Martino, presidente di Anie, ha sottolineato che il periodo successivo al Pnrr non deve rappresentare un ritorno al passato, ma piuttosto un’opportunità per continuare a investire e a crescere.

Nel corso dell’incontro, aperto dal presidente di Confindustria Emanuele Orsini e arricchito dagli interventi di esperti e rappresentanti istituzionali, è emerso che il settore rappresentato da Anie, composto da oltre 1.100 imprese e 490.000 addetti, ha registrato performance superiori rispetto alla media manifatturiera italiana. Nel 2025, mentre la produzione manifatturiera ha subito un calo dell’1,4%, i comparti Elettrotecnica ed Elettronica hanno mostrato una crescita di quasi 12 punti percentuali rispetto ai livelli pre-pandemia.

Nel primo semestre del 2026, il fatturato dei settori rappresentati da Anie è aumentato del 9% in termini nominali, a fronte di un incremento del solo 3% per l’intera manifattura. I mercati abilitati dalle tecnologie Anie, che includono energia, edilizia, industria, infrastrutture e trasporti, hanno un valore complessivo di 930 miliardi di euro e un valore aggiunto diretto di 297 miliardi di euro. Questi settori hanno costituito il 22% dei progetti del Pnrr, ricevendo il 63% dei finanziamenti disponibili.

Durante il periodo del Pnrr, il valore aggiunto di questi comparti è cresciuto mediamente del 10% all’anno, mentre il resto dell’economia ha visto un incremento del solo 2,9%. Una survey condotta da Anie e Teha su circa 200 imprese, rappresentative del 35% del fatturato del settore, ha rivelato che l’80% di esse ha partecipato a progetti o gare legate al Pnrr, con il 54% che ha registrato un incremento del fatturato superiore al 10% per il biennio 2024-2025.

Nonostante i successi ottenuti, il 79% degli associati di Anie ha espresso preoccupazione per la fine del Pnrr senza l’implementazione di ulteriori politiche di sostegno. Tra i risultati misurabili emersi dall’assemblea, si segnala un aumento del 32% nella diffusione della fibra ottica, un incremento del 66% nel risparmio di energia primaria e un miglioramento del 25% nei chilometri di alta velocità. Tuttavia, permangono delle lacune, come quella delle competenze digitali, con solo il 54% degli adulti italiani che possiede tali competenze, rispetto all’obiettivo europeo dell’80%.

Per Anie, la risposta a queste sfide deve passare attraverso un approccio che unisca tecnologia, programmazione, semplificazione e rafforzamento del capitale umano. De Martino ha concluso affermando: «Occorre dare prospettiva agli investimenti; creare le condizioni affinché le aziende possano crescere, sostenute dalle competenze necessarie; fare della tecnologia una leva fondamentale della nostra competitività». Questa visione è cruciale per garantire che il settore industriale italiano continui a prosperare anche dopo la conclusione del Pnrr.

redazione

Autore della redazione Eco Scenario.

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