In Breve
- Quali sono le cause dell'aumento dei prezzi dell'elettricità?
- Le cause includono la scarsità di offerta di gas, l'aumento della domanda dovuto alle alte temperature e limitazioni alla produzione in Europa.
- Qual è stato il prezzo massimo dell'elettricità nel 2023?
- Il prezzo massimo ha raggiunto 207,8 € per MWh il 5 agosto 2023.
- Come sta reagendo Arera a questa situazione?
- Arera ha rafforzato l'Unità di Vigilanza sul mercato elettrico per monitorare la situazione.
Il 6 agosto 2023, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera) ha annunciato un rafforzamento dell’Unità di Vigilanza sul mercato elettrico, a seguito dell’impennata dei prezzi all’ingrosso dell’elettricità. Questa decisione è stata motivata da diversi fattori critici, tra cui la persistente scarsità di offerta di gas sui mercati internazionali, l’aumento della domanda energetica causato dalle elevate temperature estive e le limitazioni alla produzione in vari Paesi europei dovute a condizioni climatiche eccezionali.
Il prezzo spot dell’elettricità ha raggiunto un picco di 207,8 € per MWh il 5 agosto, con valori elevati già registrati all’inizio della settimana (197,7 € per MWh il 3 agosto). Questi valori sono nettamente superiori alla media mensile di luglio, che si attestava a 157 € per MWh, e ai livelli dei mesi precedenti: 133 € a giugno, 119 € a maggio e aprile, 143 € a marzo, 114 € a febbraio e 132 € a gennaio. Sebbene il valore medio giornaliero sia sceso a 198,3 € per MWh il 6 agosto e a 184,2 € per MWh il 7 agosto, tali livelli non si vedevano dal gennaio 2023, quando il prezzo era di 204 € per MWh il 23 gennaio.
Negli ultimi tre anni e mezzo, ad eccezione del picco di 192,8 € per MWh del 20 gennaio 2025, il Prezzo Unico Nazionale (PUN) giornaliero era rimasto sotto gli attuali valori. Sul fronte del gas, a fine luglio il TTF di Amsterdam ha superato i 60 € per MWh, un livello non raggiunto dal marzo scorso, influenzato dai blocchi nello Stretto di Hormuz che hanno ridotto i flussi di gas naturale liquefatto (GNL) via nave; successivamente, il valore è sceso a 57 € per MWh.
Le temperature elevate hanno anche spinto i consumi elettrici a livelli record. Secondo le rilevazioni di Terna, il picco di consumo è stato registrato il 29 giugno con 57,4 GW e il 15 luglio con 58,1 GW, segnando il record annuo. Il massimo storico giornaliero rimane di 60,5 GW, registrato nel 2015. Tra i riferimenti recenti, si segnalano 58,87 GW il 19 luglio 2023, 56,98 GW il 28 luglio 2024 e 55,54 GW il 2 luglio 2025. Nella prima settimana di agosto, il picco è stato intorno ai 54 GW; tuttavia, con l’inizio delle ferie e le chiusure aziendali, si prevede una diminuzione della domanda, che potrebbe escludere dalla formazione del prezzo gli impianti a gas meno efficienti e più costosi.
Per quanto riguarda la produzione, in Francia il settore nucleare sta affrontando limitazioni a causa della carenza d’acqua e delle alte temperature che ostacolano il raffreddamento dei reattori. Il basso livello del Danubio ha costretto a fermare o rallentare centrali in Ungheria, Romania e Bulgaria, con problematiche simili in Croazia. In Italia, alcune centrali a gas sul Po e l’idroelettrico hanno segnalato difficoltà, con il primo semestre che si è chiuso con una produzione in calo del 20% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Anna-Kaisa Itkonen, portavoce della Commissione europea, ha dichiarato che la situazione energetica europea è attualmente stabile e non presenta rischi immediati per la sicurezza degli approvvigionamenti, pur definendola tesa.
