Autore: redazione

  • Andy Burnham nuovo Primo Ministro del Regno Unito: promesse di stabilità e riforme

    Andy Burnham nuovo Primo Ministro del Regno Unito: promesse di stabilità e riforme

    In Breve

    Chi è il nuovo Primo Ministro del Regno Unito?
    Andy Burnham è stato incaricato di formare un nuovo governo.
    Quali sono le promesse di Burnham come Primo Ministro?
    Burnham ha promesso stabilità, un nuovo modello economico e un piano per ridurre il costo della vita.
    Cosa ha detto Starmer al suo successore?
    Starmer ha esortato Burnham a non soccombere alle divisioni e ha offerto il suo pieno sostegno.

    A Buckingham Palace, Keir Starmer ha rassegnato le dimissioni a Carlo III, che ha formalmente incaricato Andy Burnham di formare un nuovo governo. Burnham, conosciuto come il “Re del Nord” per i suoi successi come sindaco di Manchester, ha pronunciato il suo primo discorso da premier senza appunti, evidenziando la sua intenzione di restituire stabilità al Paese.

    Nel suo intervento, Burnham ha sottolineato di essere il settimo primo ministro britannico dal 2016 e ha promesso un “nuovo modello economico e politico”. Questo modello prevede un maggiore controllo pubblico delle risorse e un piano di reindustrializzazione, con un forte sostegno per le imprese. Ha anche annunciato l’intenzione di presentare un piano per ridurre il costo della vita già il giorno successivo, delineando un percorso decennale di progresso che include la costruzione di case popolari e una riduzione del potere di Westminster per garantire maggiore autonomia a città e regioni.

    Rivolgendosi a coloro che si sentono “stanchi della politica” nelle “zone dimenticate del Paese”, Burnham ha promesso di “riportare la speranza” e di “investire nel successo invece di pagare per il fallimento”.

    Oggi si prevede la nomina dei ministri chiave — Esteri, Interni e Tesoro — decisioni che, secondo Burnham, indicheranno le priorità del nuovo governo. Il premier ha aggiunto che l’esecutivo dovrà riflettere “tutte le anime del partito laburista”.

    Burnham è entrato nel Labour a 15 anni ed è stato eletto deputato nel 2001. Ha ricoperto ruoli nei governi di Tony Blair e Gordon Brown, prima di tornare alle istituzioni locali nel nord dell’Inghilterra. È stato il primo sindaco di Greater Manchester dal 2017, riconfermato due volte con maggioranze crescenti e un indice di gradimento del 65% al momento del suo addio alla carica, secondo i sondaggi. Per succedere a Starmer, si è candidato nella circoscrizione di Makerfield, vicino a Manchester, dove è stato eletto con il 55% dei voti.

    Starmer ha lasciato Downing Street definendo il suo lavoro “finito”, esprimendo serenità e orgoglio per i risultati ottenuti nei sei anni e mezzo alla guida del partito, tra cui il rilancio del Labour e la vittoria elettorale nel 2024. Ha esortato il suo successore a non “soccombere alle divisioni” e gli ha assicurato il suo “pieno sostegno”.

  • Fidia Farmaceutici si espande nel settore farmaceutico con l’acquisizione di So.Se. Pharm

    Fidia Farmaceutici si espande nel settore farmaceutico con l’acquisizione di So.Se. Pharm

    In Breve

    Qual è l'ultima acquisizione di Fidia Farmaceutici?
    Fidia ha acquisito un portafoglio di prodotti da So.Se. Pharm, ampliando la sua presenza in cardiologia e urologia.
    Quanto ha investito Fidia negli ultimi cinque anni?
    Fidia ha investito oltre 300 milioni di euro in acquisizioni negli ultimi cinque anni.
    Qual è l'andamento del fatturato di Fidia?
    Il fatturato di Fidia è aumentato del 45% negli ultimi cinque anni.

    Fidia Farmaceutici ha recentemente annunciato l’acquisizione di un portafoglio di prodotti farmaceutici da So.Se. Pharm srl, un passo strategico che mira a rafforzare la presenza dell’azienda nelle aree di cardiologia e urologia. I marchi acquisiti, tra cui Alamut, Antunes, Berny, Crotonil, Dicolev, Ferrogyn, Giachela, Nebiscon e Tadap, saranno distribuiti in Italia e in alcuni Paesi extra UE.

    Questa operazione rappresenta l’ottava acquisizione realizzata dal gruppo negli ultimi cinque anni, parte di un piano di crescita per linee esterne che ha comportato investimenti superiori a 300 milioni di euro. Le acquisizioni hanno contribuito a un significativo incremento del fatturato di Fidia, che è aumentato del 45% nel quinquennio, passando da 371,2 a 538,3 milioni di euro. Anche l’Ebitda ha registrato un incremento del 45,8%, da 75,5 a 110 milioni di euro.

    Il percorso di espansione esterna è stato avviato e intensificato sotto la direzione di Carlo Pizzocaro, che guida l’azienda dal 2016. Fondata nel 1946, Fidia ha sede ad Abano Terme e si è specializzata nella ricerca, sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti a base di acido ialuronico e suoi derivati, vantando oltre 1.250 brevetti. L’azienda dispone di uno stabilimento produttivo e laboratori di R&S ad Abano Terme, un’unità di ricerca a Noto e sedi in Lombardia e nelle Marche, commercializzando i suoi prodotti in più di 120 Paesi.

    Negli ultimi anni, Fidia ha effettuato operazioni mirate all’ampliamento e alla diversificazione del proprio portafoglio. Tra le acquisizioni più significative si annoverano Biofarmitalia nel 2016, Sooft Italia nel settore oftalmico, e l’ingresso di Soluciones Bioregenerativas SL nel campo della medicina rigenerativa. Nel 2019, l’azienda ha acquisito tre prodotti oftalmici da Novartis Farma Spagna e ha fatto il suo ingresso nel mercato polacco nel 2023.

    Inoltre, nel 2024, Fidia ha acquisito il business oftalmico di Sanifarma e ha siglato un accordo commerciale con Novartis per la distribuzione di specialità oftalmologiche per il glaucoma. La crescita è stata ulteriormente consolidata nel 2025 con l’acquisizione del distributore oftalmico britannico Altacor Ltd e di Meditrina Pharmaceuticals S.r.l. in Romania, attiva nella distribuzione di dispositivi medici, farmaci e cosmetici nelle aree di urologia, ginecologia e dermatologia.

    Carlo Pizzocaro ha definito l’ultima acquisizione come un nuovo tassello del percorso di sviluppo per linee esterne, volto a rafforzare il portafoglio, ampliare la presenza internazionale e consolidare il presidio delle principali aree di competenza. L’obiettivo è costruire un’azienda più globale, solida e diversificata, in grado di coniugare competenza scientifica, ricerca e capacità industriale per rispondere alle esigenze di pazienti e stakeholder.

  • Crescita dei consumi di gas in Italia: un aumento del 3% a giugno 2026

    Crescita dei consumi di gas in Italia: un aumento del 3% a giugno 2026

    In Breve

    Qual è l'aumento dei consumi di gas in Italia a giugno 2026?
    I consumi di gas sono aumentati del 3% rispetto a giugno 2025.
    Quale settore ha contribuito maggiormente alla crescita dei consumi?
    Il comparto termoelettrico ha visto un incremento dell'11%.
    Come si posiziona l'Italia nel contesto europeo per gli stoccaggi di gas?
    L'Italia è il primo Paese dell'Unione per volumi stoccati.

    I consumi di gas in Italia hanno mostrato una crescita significativa del 3% a giugno 2026 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Questo incremento è stato principalmente trainato dal comparto termoelettrico, che ha visto un aumento dei consumi dell’11% su base annua.

    In un contesto caratterizzato da una elevata volatilità geopolitica, con criticità sui flussi globali e la chiusura dello Stretto di Hormuz, il sistema nazionale ha dimostrato una notevole capacità di adattamento e resilienza. Questa stabilità è stata sostenuta dalla diversificazione degli approvvigionamenti e da un’infrastruttura fortemente interconnessa.

    L’Italia si configura come un importante hub energetico nel Mediterraneo, con 10 punti di ingresso tra gasdotti e terminali di rigassificazione. Il gas naturale liquefatto (GNL) ha assunto un ruolo sempre più rilevante, specialmente dopo la riduzione del 40% delle forniture russe a causa della guerra in Ucraina. Nel primo semestre del 2026, il GNL ha rappresentato il 32% del gas immesso nella rete nazionale, con un incremento del 5% rispetto al periodo precedente.

    La sicurezza degli approvvigionamenti è ulteriormente garantita dagli stoccaggi: a metà luglio 2026, il livello di riempimento ha superato il 70%, circa venti punti percentuali sopra la media europea, avvicinando l’Italia al raggiungimento anticipato del target comunitario del 90%. L’Italia è il primo Paese dell’Unione per volumi stoccati, con 12 siti gestiti da Snam che rappresentano circa un sesto della capacità totale dell’UE.

    Al centro del sistema energetico opera il Centro di dispacciamento di San Donato Milanese, attivo 24 ore su 24, 365 giorni l’anno. Questo centro monitora e coordina una rete nazionale di oltre 33.000 km di metanodotti, impianti di stoccaggio, centrali di compressione e punti di ingresso, garantendo il bilanciamento tra import, export, domanda e offerta e la continuità delle forniture anche in situazioni di emergenza.

    L’integrazione di infrastrutture, tecnologie e fonti energetiche è fondamentale per sostenere la flessibilità e la stabilità del sistema energetico nazionale, permettendo all’Italia di affrontare le sfide del mercato globale con maggiore sicurezza.

  • Fincantieri e Portogallo: accordo per tre fregate Fremm Evo da 3 miliardi

    Fincantieri e Portogallo: accordo per tre fregate Fremm Evo da 3 miliardi

    In Breve

    Qual è l'importo dell'accordo tra Fincantieri e il Portogallo?
    L'accordo prevede un investimento di circa 3 miliardi di euro.
    Cosa rappresenta l'operazione per l'industria italiana?
    È un riconoscimento dell'eccellenza dell'industria italiana.
    Quali sono le implicazioni strategiche dell'accordo?
    Rafforza la capacità di sorveglianza marittima e la libertà di navigazione internazionale.

    Il Portogallo ha ufficializzato l’acquisto di tre fregate Fremm Evo, progettate e costruite da Fincantieri, per un investimento complessivo di circa 3 miliardi di euro. L’annuncio è stato fatto al termine di un incontro tra la presidente del Consiglio italiano e il primo ministro portoghese, tenutosi a Palazzo Chigi.

    La presidente del Consiglio ha sottolineato come questo accordo rappresenti un riconoscimento dell’eccellenza dell’industria italiana, evidenziando l’importanza di investire nelle capacità industriali e tecnologiche europee. L’intesa non solo segna un passo avanti nella cooperazione tra le filiere marittime di Italia e Portogallo, ma si propone anche di estendersi alla cantieristica civile, alla Blue Economy e ad altre filiere strategiche legate al dominio marittimo.

    Il primo ministro portoghese ha commentato l’operazione come un investimento cruciale per migliorare la capacità di sorveglianza e controllo delle risorse marittime in Europa. Ha inoltre messo in evidenza come questo accordo possa contribuire alla salvaguardia degli interessi strategici e alla libertà di navigazione internazionale, in linea con la strategia europea di maggiore autonomia industriale.

    Questo investimento non solo avrà ricadute positive sulla sicurezza marittima, ma potrebbe anche generare nuove opportunità occupazionali e stimolare l’economia locale, rendendo il Portogallo un attore chiave nel panorama marittimo europeo.

    In conclusione, l’accordo tra Fincantieri e il Portogallo rappresenta un importante passo verso una maggiore integrazione e cooperazione tra le industrie marittime europee, sottolineando il potenziale di crescita e sviluppo che può derivare da tali alleanze strategiche.

  • HP Victus 15,6: Sconto di $550 per un Portatile Versatile

    HP Victus 15,6: Sconto di $550 per un Portatile Versatile

    In Breve

    Qual è il prezzo attuale dell'HP Victus 15,6?
    Il prezzo attuale è di $699,99, con uno sconto di $550.
    Quali sono le specifiche principali dell'HP Victus 15,6?
    Ha un processore AMD Ryzen 5 7535HS, scheda grafica Nvidia GeForce RTX 3050, 8 GB di RAM e SSD da 512 GB.
    Qual è il display dell'HP Victus 15,6?
    Il display è un pannello IPS da 15,6 pollici Full HD con refresh rate a 144 Hz.

    In occasione della promozione ‘Black Friday in July’, Best Buy offre l’HP Victus 15,6 a un prezzo scontato di $699,99, rispetto al prezzo originale di $1.249,99. Questo portatile, progettato per chi cerca prestazioni elevate a un costo contenuto, si distingue per la sua grafica dedicata e le sue specifiche tecniche.

    Il cuore del dispositivo è un processore AMD Ryzen 5 7535HS, dotato di 6 core e 12 thread, che garantisce una potenza adeguata per le attività quotidiane e per progetti creativi leggeri. A supporto del processore, troviamo una scheda grafica Nvidia GeForce RTX 3050 con 6 GB di memoria GDDR6, che permette di gestire anche applicazioni grafiche più impegnative.

    La memoria di sistema è di 8 GB DDR5, mentre lo storage è affidato a un SSD PCIe 4.0 da 512 GB, che offre velocità e spazio sufficiente per archiviare file e applicazioni. Il display è un pannello IPS da 15,6 pollici con risoluzione Full HD, refresh rate a 144 Hz e supporto per AMD FreeSync Premium, rendendolo ideale per un’esperienza visiva fluida e piacevole, sia per il lavoro che per il divertimento.

    Per quanto riguarda la connettività, l’HP Victus 15,6 è ben equipaggiato: include HDMI 2.1, USB-C, due porte USB-A, Ethernet Gigabit, Wi-Fi 6 e Bluetooth. Inoltre, è presente un jack per cuffie e una tastiera retroilluminata con tastierino numerico, che facilita l’uso anche in condizioni di scarsa illuminazione.

    Il sistema operativo fornito è Windows 11 Home, con preinstallati Microsoft Copilot e il software Omen di HP, che arricchiscono ulteriormente l’esperienza utente. Tuttavia, è importante notare che la configurazione con 8 GB di RAM potrebbe rappresentare un limite per utenti con esigenze di multitasking elevate.

    In conclusione, l’HP Victus 15,6 si presenta come una scelta interessante per chi cerca un portatile versatile e performante a un prezzo accessibile. Con il suo sconto attuale, rappresenta un’opportunità da non perdere per studenti, professionisti e creativi.

  • Cartello tra produttori di additivi edili: la Commissione Ue lancia accuse gravi

    Cartello tra produttori di additivi edili: la Commissione Ue lancia accuse gravi

    In Breve

    Quali aziende sono accusate di formare un cartello?
    Le aziende accusate includono Cemex, Sika, Mapei e TAM.
    Cosa ha scoperto la Commissione Ue?
    La Commissione ha scoperto sospetti di intese per aumentare i prezzi degli additivi nel 2021 e 2022.
    Quali sanzioni potrebbero affrontare le aziende coinvolte?
    Le aziende potrebbero affrontare sanzioni fino al 10% del loro fatturato annuo globale.

    La Commissione europea ha recentemente lanciato gravi accuse contro diversi produttori di additivi per cemento e calcestruzzo, sostenendo che abbiano costituito un cartello per imporre prezzi più elevati ai clienti. Tra le aziende citate figurano nomi noti come Cemex, una filiale del gruppo Saint-Gobain, il leader svizzero Sika, l’italiana Mapei e la francese TAM.

    Gli additivi in questione sono sostanze chimiche ampiamente utilizzate nel settore edile per migliorare le proprietà di calcestruzzo, cemento e altre malte. Secondo la Commissione, le ispezioni a sorpresa effettuate nel 2023 hanno rivelato sospetti di intese tra produttori e associazioni di categoria in Francia, Germania e Spagna, che avrebbero concordato un aumento dei prezzi in modo coordinato nel 2021 e nel 2022, in seguito all’invasione russa dell’Ucraina.

    Se le accuse dovessero essere confermate, la Commissione potrebbe infliggere sanzioni fino al 10% del fatturato annuo globale delle aziende coinvolte. Tuttavia, le imprese avranno la possibilità di difendersi dalle accuse, un processo che potrebbe rivelarsi complesso e lungo.

    Questa situazione solleva interrogativi significativi sulla trasparenza e la competitività nel settore degli additivi edili, un mercato cruciale per l’industria delle costruzioni, specialmente in un periodo di crescente domanda e pressione sui prezzi delle materie prime.

    La Commissione Ue ha sottolineato l’importanza di garantire un mercato equo e competitivo, e queste accuse rappresentano un passo importante nella lotta contro le pratiche commerciali sleali. Resta da vedere come si svilupperà la situazione e quali misure verranno adottate per proteggere i consumatori e le imprese oneste nel settore.

  • L’Influenza dell’IA sulle Decisioni: Un Esperimento con ChatGPT

    L’Influenza dell’IA sulle Decisioni: Un Esperimento con ChatGPT

    In Breve

    Cosa ha rivelato l'esperimento con ChatGPT?
    Ha mostrato come l'IA possa influenzare le decisioni personali, avvicinando le persone a nuove prospettive.
    Qual è il vantaggio dei messaggi IA personalizzati?
    Sono più persuasivi, con un vantaggio del 64% rispetto ai messaggi non personalizzati.
    Quali sono i rischi dell'uso dell'IA nella persuasione?
    Può portare a forme di persuasione difficili da rilevare, abbassando le difese individuali.

    Un recente esperimento condotto con ChatGPT ha messo in luce le potenzialità e i rischi legati all’uso dell’intelligenza artificiale nel processo decisionale. L’obiettivo era esplorare se un sistema di conversazione potesse convincere un individuo a rivedere la propria posizione sull’esternalizzazione delle decisioni. Sebbene il chatbot non sia riuscito a cambiare definitivamente l’opinione dell’interlocutore, ha dimostrato di poter avvicinare le persone a considerare nuove prospettive.

    Secondo ricerche recenti, i messaggi generati dall’IA, quando personalizzati, risultano significativamente più persuasivi. Uno studio del 2025 ha evidenziato un vantaggio del 64% rispetto a messaggi umani o a risposte non personalizzate. Questo suggerisce che i grandi modelli linguistici, come ChatGPT, possono influenzare le opinioni politiche adattando gli argomenti alle esigenze e ai valori del singolo utente.

    Durante l’esperimento, il chatbot ha avuto accesso a conversazioni e memorie precedenti, permettendo una discussione che si è evoluta da argomentazioni pratiche a questioni più filosofiche riguardanti il fine del processo decisionale. L’interlocutore si è trovato coinvolto in una riflessione profonda su cosa significhi prendere decisioni: è più importante ottenere i migliori risultati o sviluppare le capacità di chi prende le decisioni?

    Il chatbot ha anche affrontato le preoccupazioni legate agli incentivi dei creatori di IA, sottolineando che anche i consulenti umani possono avere interessi e bias. Questo aspetto mette in evidenza l’importanza della trasparenza e della comprensione degli incentivi che guidano le decisioni, siano esse umane o artificiali.

    Il caso di studio evidenzia un punto cruciale: l’IA ha la capacità di modulare le proprie argomentazioni in base ai valori e alle preoccupazioni dell’utente, rendendo la persuasione più mirata e meno evidente rispetto ad altri media. Se utilizzata in modo responsabile, questa capacità può contrastare credenze dannose o promuovere cambiamenti positivi. Tuttavia, se sfruttata in modo improprio, può dar luogo a forme di persuasione altamente personalizzate e difficili da rilevare, abbassando le difese individuali.

    In conclusione, sebbene l’esperimento non abbia cambiato la convinzione finale dell’interlocutore, ha aumentato la consapevolezza sulla potenza persuasiva dei sistemi conversazionali. La capacità dell’IA di apparire come un interlocutore attento e coinvolto solleva interrogativi etici e pratici su come queste tecnologie possano influenzare le decisioni personali e collettive.

  • Il Parlamento Europeo lancia EPGenAI Hub: una nuova piattaforma AI per l’uso legislativo

    Il Parlamento Europeo lancia EPGenAI Hub: una nuova piattaforma AI per l’uso legislativo

    In Breve

    Cos'è EPGenAI Hub?
    EPGenAI Hub è una piattaforma di intelligenza artificiale introdotta dal Parlamento Europeo per un uso legislativo più sicuro.
    Quali modelli AI sono inclusi in EPGenAI Hub?
    La piattaforma include modelli di Meta, OpenAI, Anthropic e Mistral.
    Quali sono le preoccupazioni riguardo all'uso dell'AI nel Parlamento?
    Ci sono preoccupazioni riguardo a contenuti fuorvianti e alla necessità di garantire l'integrità delle funzioni democratiche.

    Il Parlamento Europeo ha annunciato l’introduzione di EPGenAI Hub, una piattaforma di intelligenza artificiale (AI) destinata all’uso legislativo. Questa iniziativa mira a fornire ai deputati e al personale un’alternativa più sicura agli strumenti AI pubblici, che sono stati utilizzati sempre più frequentemente all’interno dell’istituzione.

    EPGenAI Hub integra modelli avanzati di AI, tra cui quelli sviluppati da Meta (Llama), OpenAI (GPT‑OSS e ChatGPT), Anthropic (Claude Sonnet) e Mistral (Small). La piattaforma opera su un’infrastruttura parlamentare, supportata da componenti di hosting esterno, per garantire un utilizzo controllato e sicuro delle tecnologie AI.

    Questa iniziativa giunge in un contesto in cui circa il 20% del personale del Parlamento, pari a circa 2.100 persone, utilizza quotidianamente strumenti di AI. Tuttavia, l’uso di tali strumenti ha portato a problematiche significative, tra cui errori e allucinazioni nei materiali legislativi. Attualmente, non esistono normative che obblighino i deputati a dichiarare l’uso dell’AI nella redazione o modifica dei documenti legislativi. Tuttavia, per il personale sono state introdotte linee guida che richiedono l’indicazione ‘AI-assisted’ sui materiali prodotti o modificati tramite AI, vietando l’inserimento di informazioni sensibili nei modelli pubblici.

    Recentemente, sono state effettuate dimostrazioni della piattaforma a deputati e funzionari, suscitando un dibattito interno sulle implicazioni dell’uso dell’AI in contesti legislativi. Alcuni esponenti del Parlamento hanno sollevato preoccupazioni riguardo ai rischi associati all’uso di strumenti AI. Brando Benifei ha messo in evidenza che il Parlamento non è stato immune da contenuti fuorvianti generati dall’AI, mentre Barry Andrews ha sottolineato l’importanza di mantenere l’integrità delle funzioni democratiche fondamentali svolte dai rappresentanti eletti.

    Con l’implementazione di EPGenAI Hub, il Parlamento Europeo si propone di affrontare queste sfide, cercando di bilanciare l’innovazione tecnologica con la necessità di garantire un processo legislativo trasparente e responsabile.

  • Ransom Canyon: La Seconda Stagione in Arrivo il 23 Luglio

    Ransom Canyon: La Seconda Stagione in Arrivo il 23 Luglio

    In Breve

    Quando esce la seconda stagione di Ransom Canyon?
    La seconda stagione di Ransom Canyon esce il 23 luglio.
    A che ora sarà disponibile la nuova stagione?
    La stagione sarà disponibile a mezzanotte PT (03:00 ET).
    Quanti episodi ci saranno nella seconda stagione?
    Ci saranno otto episodi rilasciati contemporaneamente.

    Ransom Canyon: La Seconda Stagione in Arrivo il 23 Luglio

    La tanto attesa seconda stagione di Ransom Canyon sarà disponibile a partire da giovedì 23 luglio. Gli episodi verranno rilasciati simultaneamente, offrendo agli spettatori la possibilità di immergersi immediatamente nella nuova trama.

    L’uscita avverrà a mezzanotte PT (03:00 ET), con orari di rilascio per il pubblico internazionale che includono: Regno Unito 08:00 BST, India 12:30 IST, Singapore 15:00 SGT, Australia 18:00 AEST e Nuova Zelanda 20:00 NZDT.

    Trame e Sviluppi della Stagione

    Questa nuova stagione si propone di esplorare questioni rimaste in sospeso nella prima, tra cui l’omicidio del figlio di Staten, Randall, e la rottura tra Staten e Quinn, interpretata da Minka Kelly. Inoltre, la serie continuerà a seguire la disputa territoriale tra il Double K Ranch e il Fuller Ranch.

    Il Genere Western nel 2026

    Il 2026 si sta rivelando un anno prolifico per il genere western, con numerose produzioni che hanno catturato l’attenzione del pubblico. Tra queste, titoli come Landman, The Madison, Marshals e lo spin-off di Yellowstone, Dutton Ranch, hanno contribuito a rinvigorire l’interesse per il genere.

    Futuro della Serie

    Attualmente, non ci sono notizie riguardo a una possibile terza stagione di Ransom Canyon, ma i fan sono ansiosi di scoprire come si svilupperanno le vicende nella seconda stagione.

    Con otto episodi in arrivo, il pubblico avrà l’opportunità di approfondire le storie e i personaggi che hanno reso la prima stagione così avvincente. Non resta che segnare la data sul calendario e prepararsi a un nuovo capitolo di Ransom Canyon.

  • Microsoft interrompe il supporto per OneDrive su Windows 10 21H2 e precedenti

    Microsoft interrompe il supporto per OneDrive su Windows 10 21H2 e precedenti

    In Breve

    Quando scade il supporto per OneDrive su Windows 10 21H2?
    Il supporto scade il 15 agosto 2026.
    Cosa succede dopo la scadenza del supporto?
    L'app non riceverà più aggiornamenti, correzioni di bug o aggiornamenti di sicurezza.
    Qual è la versione di Windows 10 che continua a ricevere aggiornamenti?
    La versione 22H2 continuerà a ricevere aggiornamenti fino al 10 ottobre 2028.

    Microsoft ha ufficialmente annunciato che a partire dal 15 agosto 2026, l’app di sincronizzazione OneDrive non riceverà più aggiornamenti per gli utenti di Windows 10 versione 21H2 e precedenti. Questa decisione implica che, dopo tale data, l’app non avrà più nuove funzionalità, correzioni di bug o aggiornamenti di sicurezza.

    Nonostante l’app continuerà a funzionare, gli utenti potrebbero incontrare difficoltà nel risolvere eventuali problemi, soprattutto in caso di cambiamenti nel sistema operativo. Microsoft ha chiarito che le versioni più recenti di Windows 10, come la 22H2, continueranno a ricevere supporto fino al 10 ottobre 2028. La 22H2 rappresenta l’ultima versione di Windows 10, prima del passaggio a un nuovo sistema operativo che presenterà limitazioni hardware.

    Questa modifica è stata introdotta per allineare il supporto di OneDrive con la politica sul ciclo di vita di Windows, consentendo a Microsoft di concentrare i propri investimenti sui sistemi operativi attualmente supportati. Gli utenti che non possono o non vogliono aggiornare il proprio sistema operativo potranno comunque accedere a OneDrive tramite un browser web. Tuttavia, Microsoft consiglia vivamente di passare a Windows 11 per garantire la piena compatibilità e ricevere aggiornamenti regolari.

    Attualmente, Windows 10 rappresenta circa il 28% delle installazioni di Windows, mentre Windows 11 è in crescita, attestandosi intorno al 70%. Con l’approssimarsi della data di fine supporto, gli utenti di Windows 10 potrebbero dover affrontare funzionalità limitate, problemi di compatibilità e potenziali rischi per la sicurezza.