Politiche ambientali

Fabi Richiesta di Aumenti Stipendiali: La Situazione nel Settore Bancario Italiano

Riunione tra rappresentanti delle banche e sindacati

In Breve

Qual è la richiesta della Fabi riguardo agli stipendi?
La Fabi chiede un incremento medio di 518 euro mensili per il rinnovo del contratto nazionale.
Quali sono i dati sulla redditività del settore bancario?
Gli utili delle banche sono cresciuti del 72% tra il 2022 e il 2025, mentre il costo del lavoro è aumentato del 7%.
Qual è l'importanza della componente normativa nel rinnovo del contratto?
La componente normativa è fondamentale per garantire sicurezza, riduzione dell'orario e professionalità in caso di riorganizzazioni.

Il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, ha recentemente sollecitato le banche a presentare proposte concrete per gli aumenti degli stipendi, nell’ambito del rinnovo del contratto nazionale, che è in corso da sette mesi. La trattativa con l’ABI, tuttavia, sta procedendo a rilento. Le grandi operazioni bancarie, infatti, stanno assorbendo gran parte dell’attenzione dei gruppi, rischiando di diventare un alibi per rinviare decisioni cruciali.

La Fabi ha richiesto un incremento medio di 518 euro mensili a regime nel triennio, sostenendo la propria posizione con dati sulla redditività del settore. Tra il 2022 e il 2025, gli utili delle banche sono aumentati del 72%, mentre il costo del lavoro è cresciuto solo del 7%. I dati indicano che per ogni lavoratore si registrano ricavi medi annui di 430mila euro, a fronte di un costo del lavoro medio di 77mila euro, evidenziando un rapporto di oltre 5,5 volte tra ricavi e costi.

Per sbloccare la trattativa, Sileoni ha sottolineato l’importanza di un mandato chiaro al Comitato affari sindacali e del lavoro dell’ABI, insieme a una proposta salariale concreta. In mancanza di un accordo, la conflittualità potrebbe aumentare all’interno dei gruppi, specialmente durante le integrazioni.

Il rinnovo del contratto avrà decorrenza dal 1° aprile 2026. La Fabi ha messo in guardia sul fatto che il tempo perso nella trattativa non deve tradursi in una perdita di potere d’acquisto per i lavoratori. Oltre alla questione economica, la componente normativa avrà un peso decisivo. Aspetti come la riduzione dell’orario di lavoro, le pressioni commerciali, la sicurezza e la professionalità devono essere garantiti anche in caso di cambi di proprietà e riorganizzazioni.

Sileoni ha inoltre richiamato l’attenzione sull’impatto dell’intelligenza artificiale sull’occupazione, affermando che la gestione dei piani industriali nel 2027-2028 sarà cruciale. Ha avvertito che la tecnologia non deve diventare una scorciatoia per ridurre le assunzioni; la risposta proposta è quella di investire in nuove assunzioni, formazione e sviluppo di nuove professionalità.

La Fabi ha ricordato gli accordi siglati in passato per prepensionamenti volontari e il Fondo per l’occupazione, che hanno facilitato il ricambio generazionale e oltre 40mila assunzioni. Questo tema sarà centrale nel Congresso nazionale previsto dal 18 al 22 gennaio a Roma. Sono già fissati incontri con l’ABI per il 9 e il 19 novembre, per continuare il confronto su queste questioni fondamentali.

redazione

Autore della redazione Eco Scenario.

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