Economia circolare

Le spese obbligate delle famiglie italiane: quasi il 42% del budget annuale

Grafico delle spese obbligate delle famiglie italiane

In Breve

Qual è la percentuale di spese obbligate per le famiglie italiane nel 2026?
Quasi il 42% del budget annuale.
Quali sono le principali spese obbligate?
Abitazione, utenze energetiche, sanità, trasporti e assicurazioni.
Come sono cambiati i prezzi dal 1995 ad oggi?
I prezzi al consumo sono aumentati del 140,8%, con un incremento del 211% per energia e carburanti.

Secondo un’analisi recente, nel 2026 una famiglia “tipo” in Italia destinerà quasi il 42% del proprio budget annuale, pari a 9.693 euro, a spese obbligate. Questo dato rappresenta un significativo aumento rispetto al 37% registrato nel 1995, evidenziando una tendenza preoccupante legata all’aumento dei costi, in particolare per l’energia.

Le spese obbligate comprendono quelle voci di spesa che non possono essere evitate, come l’abitazione, le utenze energetiche, la sanità, i trasporti e le assicurazioni. Tra queste, la voce che incide maggiormente è quella relativa all’abitazione, che costa in media 5.335 euro all’anno per persona, con un incremento di 75 euro rispetto al 2025 (+1,4%). A seguire, le assicurazioni e i carburanti ammontano a 2.310 euro, mentre l’aggregato di energia, gas e combustibili raggiunge 1.829 euro.

Nonostante l’aumento dei costi, nel lungo periodo si è registrata una certa riduzione dei consumi energetici, grazie all’efficienza di lampadine, elettrodomestici e automobili. Questo ha portato a un risparmio complessivo di 1.231 euro negli ultimi trent’anni, sebbene i prezzi dell’energia continuino a crescere a un ritmo allarmante.

Dal 1995, i prezzi al consumo sono aumentati complessivamente del 140,8%, con un incremento del 211% per energia, gas e carburanti, 88,4% per i servizi e 57,4% per i beni commercializzabili. Le famiglie italiane, per mantenere i livelli di consumo, hanno dovuto rimodulare la composizione della spesa: la quota destinata ai beni e servizi commercializzabili si stima stabile al 58,3% per il 2026, mentre l’incidenza dei beni commercializzabili dovrebbe scendere al 37,5%.

Alcuni beni, come smartphone e computer, sono diventati di fatto obbligatori, essenziali per le interazioni bancarie e con la pubblica amministrazione. La dinamica dei consumi è ulteriormente influenzata dalla riduzione della popolazione, che tra il 2014 e il 2026 ha visto un calo di circa 1,5 milioni di persone, e dall’invecchiamento demografico. I volumi di acquisto per abitante non mostrano crescita da quasi vent’anni, e solo tra il 2025 e il 2026 si prevede un ritorno a livelli di spesa simili a quelli del 2007.

Per i servizi commercializzabili, si prevede una crescita delle quantità acquistate dell’1,9%, pari a 98 euro per residente. Per i beni durevoli, è atteso un parziale recupero degli acquisti rinviati negli anni passati, mentre i volumi dei generi alimentari continuano a diminuire, con una crescita dei pasti consumati fuori casa.

In questo contesto, è emersa la necessità di interventi su fisco e tariffe per eliminare le distorsioni che gravano sui costi fissi, al fine di sostenere le famiglie italiane in un periodo di crescente difficoltà economica.

redazione

Autore della redazione Eco Scenario.

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