In Breve
- Qual è la nuova previsione di crescita del Pil italiano per il 2026?
- L'Ocse prevede una crescita del Pil italiano dello 0,9% per il 2026.
- Come si prevede l'inflazione in Italia per il 2026?
- L'inflazione è prevista al 3% per il 2026, invariata rispetto alla stima di giugno.
- Quali sono i fattori che influenzano l'inflazione in Italia?
- I rincari energetici e l'andamento del prezzo del petrolio greggio sono fattori chiave.
L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) ha recentemente rivisto al rialzo le stime di crescita del Prodotto Interno Lordo (Pil) italiano per il 2026, portandole allo 0,9%. Questa revisione segna un incremento rispetto alla previsione precedente, che era fissata allo 0,5% a giugno. L’Ocse ha confermato anche le stime per il 2027, mantenendole allo 0,6%, e prevede un incremento del Pil dello 0,5% per il 2025.
Queste stime sono state presentate nell’Economic Outlook intermedio, mentre il rapporto completo sarà reso disponibile in un secondo momento. Sul fronte dei prezzi, l’Ocse ha segnalato che l’aumento dell’inflazione in Italia è iniziato prima del conflitto in Medio Oriente. Per il 2026, l’inflazione è prevista al 3%, invariata rispetto alla stima di giugno, mentre per il 2027 si prevede un aumento al 2,6%, rispetto al 2,2% indicato in precedenza.
In un contesto di crescente incertezza economica, la revisione delle stime di inflazione di fondo è stata al ribasso. Il dato atteso per il 2026 è sceso dal 2,3% all’1,9%, lo stesso livello previsto per il 2025. Per il 2027, la previsione rimane al 2%. L’analisi dell’Ocse collega i rincari energetici all’andamento del prezzo del petrolio greggio e ai maggiori margini di raffinazione, evidenziando colli di bottiglia nel settore della raffinazione.
Inoltre, l’Ocse ha osservato che l’aumento dei prezzi dei carburanti per i consumatori coincide con livelli dei salari reali in alcune economie del G20, tra cui l’Italia, che sono ancora ai livelli pre-pandemia o addirittura al di sotto di essi. Questa situazione potrebbe avere ripercussioni significative sul potere d’acquisto delle famiglie italiane e sulla stabilità economica del paese.
